Cultura del caffè
Il rito dell'espresso: da Torino al bancone del bar
Un caffè al banco, in piedi, in pochi minuti: per molti italiani è un gesto di tutti i giorni. Dietro quel gesto ci sono quasi ottant'anni di invenzioni e una candidatura all'UNESCO.
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Nato in Italia, passo dopo passo
L'espresso non è stato inventato da una sola persona. Le tappe principali:
- 1884, Torino: il 16 maggio Angelo Moriondo ottiene il brevetto n. 33/256 per un apparecchio a vapore che prepara il caffè in modo "istantaneo".
- 1901-1902, Milano: Luigi Bezzera deposita il 19 dicembre 1901 un brevetto per miglioramenti alla macchina, concesso il 5 giugno 1902.
- 1903: Desiderio Pavoni acquista il brevetto di Bezzera e fonda La Pavoni.
- 1945: Achille Gaggia sviluppa la macchina a pistone. La leva carica una molla che spinge l'acqua nel caffè a circa 8-10 bar: nasce l'espresso cremoso che conosciamo.
- 1961: la Faema E61 sostituisce la leva con una pompa elettrica ed è la prima macchina a scambiatore di calore. Le macchine a pompa diventano lo standard dei bar.
Il rito al bar
Per chi viene dall'estero, il bar italiano è una piccola scuola di abitudini. Il caffè si beve spesso al banco, in pochi sorsi, e si paga poco. È un momento breve ma sociale: due parole con il barista, uno sguardo al giornale, poi si riparte. La tazzina calda e piccola serve a mantenere la temperatura e la crema.
Ogni città ha le sue parole: c'è chi chiede un caffè "ristretto" o "lungo", un "macchiato" con una goccia di latte, un "corretto" con un po' di liquore. Proprio queste differenze locali hanno acceso il dibattito sulla candidatura UNESCO.
La candidatura all'UNESCO
Nel marzo 2021 il Ministero delle Politiche agricole ha presentato la candidatura del "Rito del caffè espresso italiano" a patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Dopo un acceso dibattito, al posto di una versione napoletana o triestina del rito è stata scelta una candidatura nazionale, approvata all'unanimità e annunciata nel gennaio 2022, da trasmettere alla Commissione nazionale italiana per l'UNESCO.
Il 29 marzo 2022 però la Commissione ha scelto un'altra candidatura per il ciclo 2023, "L'arte italiana dell'Opera lirica", pur apprezzando molto il dossier sul caffè. Il rito dell'espresso quindi non è, ad oggi, nella lista UNESCO, ma resta uno dei simboli più riconosciuti dell'Italia nel mondo.
La forza dell'espresso italiano non è solo nella macchina: è nel gesto quotidiano, uguale e diverso in ogni città.
Portare il bar a casa
Per avvicinarsi all'espresso del bar servono tre cose: una macchina che tenga pressione e temperatura stabili, caffè macinato fresco e un po' di pratica. Non serve una macchina professionale per un buon risultato.
Da dove iniziare
Leggi la nostra guida alle migliori macchine da espresso per principianti e quella alle macchine con macinacaffè integrato. Per la crema giusta conta il chicco: vedi la nostra selezione di caffè in grani e di tazzine. La Gaggia di oggi? Ecco la Gaggia Classic Pro.
Fonti
- Wikipedia (in inglese): Espresso machine, brevetti e date
- Dissapore: Caffè espresso italiano, approvata la candidatura a patrimonio dell'Unesco (20 gennaio 2022)
- greenMe: Il caffè espresso italiano candidato ufficialmente (24 gennaio 2022)
- Dissapore: la Commissione nazionale boccia la candidatura all'Unesco (29 marzo 2022)
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